Diego Sambucini intervista Nicola Picone per Orsa Minore

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orsa minore Momo, il robot domestico del futuro

Quella con Edoardo è un’amicizia ventennale: abbiamo studiato insieme dalle superiori fino all’Università, per poi finire a lavorare insieme nella media impresa. Abbiamo pensato di utilizzare le nostre capacità informatiche e lavorare sull’Intelligenza Artificiale e sulle possibilità che ha questa di interagire attivamente con l’uomo. Così è arrivato Momo.

Momo, il robot domestico del futuro

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Volevamo conoscere più da vicino Momo e così abbiamo contattato Nicola Picone, Co-founder & Chief Technology Officer di Morpheos, l’azienda madre di Momo.

Come è nato Momo? Qual è la sua storia?

L’idea di Momo è nata qualche anno fa dalla mente di Edoardo Scarso (Co-founder & Chief Executive Officer di Morpheos, ndr). Quella con Edoardo è un’amicizia ventennale: abbiamo studiato insieme dalle superiori fino all’Università, per poi finire a lavorare insieme nella media impresa. Fino a qualche tempo fa ci occupavamo di progetti finanziati da bandi europei e lavorando insieme abbiamo capito che anche noi avevamo buone idee e che lavorandoci sopra potevamo realizzare qualcosa di interessante. Così Edoardo ha deciso di iniziare questa avventura con una startup e mi ha tirato dentro. L’idea di Momo, invece, è nata come la maggior parte delle grandi idee: a casa, riflettendo sulle esigenze che insorgono nel quotidiano. Abbiamo pensato di utilizzare le nostre capacità informatiche e lavorare sull’intelligenza artificiale e sulle possibilità che ha questa di interagire attivamente con l’uomo. Così è arrivato Momo.

Come è fatto? Quanto è grande? Che posto andrà ad occupare nella casa? 

Questa è una delle domande che ci rivolgono più spesso ma siamo ancora sotto brevetto e non possiamo svelare ancora nulla. L’unica cosa che possiamo dire è che sarà un oggetto di design e che sarà integrato perfettamente all’interno dell’abitazione. Speriamo di poter presentare Momo entro qualche mese, anche noi abbiamo tanta voglia di mostrarlo a tutti.

In che modo Momo riesce a capire e ad adattarsi alle nostre esigenze? 

Stiamo sfruttando le reti neurali applicate all’intelligenza artificiale. Momo è un robot domestico che riesce ad effettuare delle scelte all’interno di un arco decisionale e piano piano riesce anche a imparare tutti i nostri comandi e le nostre abitudini, che vengono assimilate, elaborate e gestite da Momo come se fossimo all’interno di un big data. Ad esempio, come fanno i termostati intelligenza, monitora l’ora in cui ci svegliamo e quella in cui andiamo a dormire, adattando la temperatura alle nostre abitudini, anche in funzione di risparmio energetico. Se sa che all’esterno della casa la temperatura è molto più bassa rispetto all’interno, Momo imposta una temperatura ideale per quando suona la sveglia e dobbiamo alzarci dal letto.

Al momento siete in fase di sviluppo, state rispettando la tabella di marcia?

Attualmente sì. Il progetto è complesso, pensavamo di riuscire in tempi più brevi di chiudere il brevetto, ma questo richiederà qualche settimana in più. In linea di massima, però, stiamo rispettando la tabella di marcia.

Quando sarà in vendita Momo e quanto costerà?

Nel prossimo anno, per tutti coloro che avranno effettuato il pre-order per la campagna di crowdfounding, quindi da settembre 2017 dovremmo poter essere operativi. Per quanto riguarda il costo, Momo avrà più o meno il prezzo di uno smartphone di fascia alta, ma saprà fare molte più cose.

Quanto è stato importante l’ingresso di Digital Magics?

Importantissimo. In quanto startup innovativa abbiamo già vinto ma ancora non abbiamo ricevuto l’erogazione di Invitalia del supporto Smart&Start. La partecipazione del più importante incubatore di business in Italia in Morpheos ci ha dato tanta energia e il supporto immediato che ci serviva.

Qual è il futuro dell’Internet of things e dello smart home, visto che ci state investendo?

Crediamo in questo mercato che risponde agli oggetti di IoT e siamo consapevoli che quello italiano non è quello degli Stati Uniti, della Gran Bretagna o della Germania. In Italia è spesso ricollegato agli oggetti smart come le tv o le lampadine, piuttosto che alcuni robot come le aspirapolveri intelligenti. Guardando al mercato globale, invece, tutti gli oggetti stanno andando verso un sistema interconnesso. Ciò spaventa se si ricollega tale evoluzione alla presa di coscienza degli oggetti, in grado di sostituire l’uomo nelle sue decisioni. Per noi, al centro del nostro progetto, c’è e ci sarà sempre la persona negli oggetti che andremo a realizzare. Momo per primo, servirà ad aiutare l’uomo in tutti gli aspetti della propria vita quotidiana, migliorandola.

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