Le Origini dell’intelligenza artificiale

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Eccoci giunti al secondo appuntamento con la nostra rubrica dedicata all’Intelligenza Artificiale.

Ricorderete, che nel primo articolo ci siamo concentrati sul dare una definizione di questa disciplina, ragionando attentamente riguardo l’enorme impatto che la sua diffusione sta avendo a livello globale sia in termini economici che di innovazione.

Oggi, prima di addentrarci ancor di più nell’argomento delineandone elementi e modelli applicativi, facciamo un balzo indietro nel tempo di circa sessant’anni, tentando di comprendere quando ed in che contesto l’Intelligenza Artificiale abbia mosso i suoi primi passi, prima di divenire una disciplina capace di avere un impatto concreto nel mondo ed in grado di influenzare il nostro modo di vivere e di agire.

Quali sono, dunque, le origini dell’Intelligenza Artificiale?

Volgendo lo sguardo indietro nel tempo, dobbiamo giungere alla fine degli anni ’50 per individuare il momento decisivo per la nascita dell’Intelligenza Artificiale.

Nel 1950, infatti, il famoso matematico Alan Turing si fece promotore per la prima volta dell’assunto secondo il quale un computer possa essere in grado di risolvere autonomamente problemi, esattamente come farebbe un essere umano. Fu però soltanto nel 1955 che il termine “Intelligenza Artificiale” fece per la prima volta la sua ufficiale comparsa, grazie alle parole del matematico statunitense John McCarthy, il quale propose la creazione di un gruppo di lavoro per l’analisi e lo studio dell’argomento, all’interno di una conferenza programmata per l’estate del 1956 al Dartmouth College, di Hanover, nel New Hampshire.

“We propose that a two-month, ten man study of artificial intelligence be carried out during the summer of 1956 at Dartmouth College in Hanover, New Hampshire. The study is to proceed on the basis of the conjecture that every aspect of learning or any other feature of intelligence can in principle be so precisely described that a machine can be made to simulate it.”

Nonostante ciò, sono diversi gli esperti di settore che riconducono alla proposta dello psicologo e computer scientist americano Franck Rosenblatt la nascita effettiva della Cibernetica e dell’Intelligenza Artificiale.

Fu infatti, proprio grazie agli studi di Rosenblatt che venne sviluppato il primo vero modello di rete neurale: si tratta del “percettrone”, un modello di rete con uno stato di ingresso, uno di uscita ed una regola di apprendimento intermerdia, basata sull’algoritmo di “error-back-propagation”. Tale funzione matematica in grado di modificare i pesi sinaptici della rete neurale, consentiva di far convergere progressivamente il set dei valori in uscita verso quelli desiderati.

Negli anni immediatamente successivi però due matematici, Marvin Minsky e Seymour Papert, dimostrarono come il modello di rete brevettato da Rosenblatt presentasse diversi limiti, dovuti essenzialmente alle limitate capacità computazionali del singolo percettrone. I due matematici, intuirono che per risolvere tali limitazioni e consentire alla rete neurale la risoluzione di “problemi” complessi, fosse necessario implementare una rete composta da più livelli di percettroni. Nonostante l’intuizione fosse corretta, i due studiosi si scontrano con l’impossibilità in quegli anni, di impiegare un’adeguata infrastruttura hardware che consentisse di sostenere il “peso” di tali operazioni.

Si dovette attendere così la prima autentica “svolta tecnologica” che arrivò soltanto tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80, quando con lo sviluppo delle prime Gpu (Graphic Processing Unit) fu possibile sfruttare una maggiore potenza di calcolo, riuscendo ad abbassare sensibilmente i tempi di addestramento delle reti di ben 10/20 volte.

Grazie all’ingresso in scena quindi delle Gpu, negli anni è stato possibile raggiungere diversi benefici sia in termini di efficienza che potenza di calcolo, consentendo la gestione simultanea di più operazioni e favorendo così l’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, fino agli straordinari risultati raggiunti ai giorni nostri.

A presto con un nuovo articolo sul nostro blog!