PERCHÈ L’ILLUMINAZIONE DOVREBBE ESSERE INTELLIGENTE?

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Gli “inventori” o “innovatori” che creano connessioni fra gli oggetti di casa, fra le persone che vi abitano, vogliono trasformare le azioni domestiche in automazione e intelligenza. 

Immaginate questa scena: una bimba appena uscita dall’asilo in braccio a sua madre, una porta d’ingresso, un mazzo di chiavi importante, un pesante sacchetto della spesa in plastica, conseguenza del ho-dimenticato-le-buste-rigide-a-casa. Di nuovo.

È una scena quotidiana che fa di una semplice azione, come il rincasare, una gigante bolla piena di situazioni personali. Per gli esseri umani, di contorno, ci sono le emozioni.

Pensate ai figli che tornano a casa per il pranzo della domenica in famiglia o si ritrovano a passare da casa dopo il lavoro per far visita ad un genitore che ha subito un intervento ospedaliero.

Le “case connesse”, intelligenti, che fanno tutto da sole, costituiscono una frontiera tecnologica che tutti vogliono superare per entrare – e far entrare – in quel mondo futuristico e ideale dove, nelle situazioni precedenti, si accendono le luci dell’ingresso, si accende il forno con la cena, si accendono le lampade lungo il corridoio e l’acqua calda per il rilassante thè casalingo – che sostituisce l’aperitivo – attende solo le sue foglie da infondere; dove ci si collega con i genitori in video chiamate sullo smartphone, senza che loro debbano alzarsi per prendere la cornetta.

Questo mondo non è futuristico o ideale, è già qui, attende solo che gli “utenti, consumatori, percettori di reddito, community, backers”, ovvero noi, scelgano di conoscere, comprare, posizionare questi dispositivi intelligenti nelle loro case come già con l’aspirapolvere, la lavatrice, il Bimby.

Ma perché un sistema di illuminazione dovrebbe essere intelligente e cosa vuol dire?

Vuol dire che le lampade si accendono quando siamo in casa, si spengono se non ci siamo più, regolano l’illuminazione domestica con quella naturale, nonché i nostri “conti” con gli sprechi energetici.

Cambiano colore secondo il nostro gusto, umore, necessità: le luci diventano blu per studiare o lavorare, più morbide, per conciliare il sonno.

Ci avvisano in blu di non dimenticare l’ombrello prima di uscire, in rosso, che suonano alla porta.

Se integrato di sensori, il sistema di illuminazione può rilevare la qualità dell’aria in tutta la casa.

In parole povere: ci aiuta a vivere meglio.

Cosa rende possibile questa rivoluzione?

La circolazione dei diodi ad emissione luminosa o LED risale agli anni Sessanta, ma i led di colore bianco che oggi sostituiamo alle lampadine tradizionali nei nostri lampadari, sono un’invenzione recente. Forse un giorno diremo addio al filamento di tungsteno, ma non è questo il giorno.

Quel giorno, il 75% degli inefficienti sistemi di illuminazione utilizzati, riconvertiti a led, produrranno un risparmio che tocca l’80% e la sede The Edge di Deloitte ad Amsterdam, la città di Rotterdam e i parchi giochi di Uppsala non saranno più solo degli esempi.

Innegabile, tuttavia, che i semiconduttori che trasmettono fotoni come dati hanno avviato una rivoluzione impossibile da spegnere e che porterà la luce a divenire un vero e proprio servizio digitale e a recepire i segnali visivi, non solo sonori.

Le campagne crowdfunding hanno abilitato l’accesso privilegiato alle novità e alle idee stipate nei laboratori bui che oggi sono prodotti “venduti” ancora prima di esistere. Non mancano quelli che trasformano una semplice casa in una casa intelligente e connessa, una Smart Home, che ha studiato e migliorato la vecchia domotica.

L’Internet of Things, ha fatto il resto, con i suoi “ponti” che collegano gli oggetti alle reti (come il wi fi presente in ogni casa) per farli dialogare fra loro e con il nostro smartphone.

L’Intelligenza Artificiale (A.I.) giocherà un ruolo sempre maggiore: i nuovi software offrono una quantità inimmaginabile di combinazioni, possibilità, funzioni, quasi inesplorate, ma già a portata di touch. Un esempio fra tutti?

Immaginate di essere in vacanza, mentre le vostre luci intelligenti accendono e spengono le luci nelle stanze di casa vostra, simulando attività in casa. Immaginate adesso, grazie ad un software di intelligenza artificiale, che tale attività simulata non sia casuale, ma rispecchi le abitudini e i movimenti domestici di tutta la famiglia.

Ecco il perché.