LA TERRA HA UN SUONO ED È STATO REGISTRATO

Ruth-Jarman-Joe-Gerhardt-artisti-semiconductor-elaborano-dati-scientifici-istallazioni-visivo–sonore-SònarPLANTA -Alba-Ruperez-Earthworks

Ogni oggetto può emettere un suono, ma avete mai pensato a quale suono diffonde la nostra Terra?

Sapevate che la Nasa è riuscita, grazie ad un’antenna Plasma Wave, a registrare le vibrazioni terrestri comprese nel range 20-20,000 Hertz?

Secondo gli ultimi studi, si tratta di vibrazioni a bassa frequenza, non causate da terremoti, che derivano dallo scontro di onde imponenti che interessano il fondo oceanico e che provocano onde sismiche che danno vita a vibrazioni costanti.

Chi si accorge di questi continui sommovimenti interni? In effetti, nessuno, fin quando Ruth Jarman e Joe Gerhardt hanno pensato bene di riprodurre visivamente e con un sistema sonoro questo fenomeno naturale.  Sono due artisti “semiconductor” che elaborano dati scientifici in istallazioni visivo – sonore. Al SònarPLANTA di Alba Ruperez, con un’istallazione multimediale chiamata Earthworks, hanno proiettato la loro immensa opera animata, generata al computer partendo da dati sismici.

Si tratta di forme d’onda colorate in movimento che hanno diversi ritmi generati da suoni naturali di diversa intensità. I dati sismici, con i quali lavorano, vengono loro forniti da un network mondiale che raccoglie forme d’onda prodotte da vulcani, terremoti e ghiacciai. Tutto ciò viene trasformato in colonna sonora con effetti visivi che cambiano in maniera estemporanea ed in tempo reale.

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“Il risultato è estremamente naturale. Molti credono che si tratti di un ghiacciaio o un terremoto, ma è un’altra cosa. Si tratta di un’informazione digitale che è stata registrata. Una sequenza di numeri che diventa una forma d’onda, e in virtù di questo, è possibile tradurla in suono” ci dice Ruth Jarman.

Non si tratta di una sonorizzazione: ciò che si sente durante l’istallazione è il reale “suono” della terra.

Per questo esperimento, che può essere definito un incrocio tra sound art e la land art, è stato utilizzato uno strumento comune agli scienziati, chiamato MATLAB (Laboratorio Matrix).

”MATLAB […] lavora online, segnali il luogo che vuoi monitorare, lo strumento attraverso cui farlo, la frequenza, l’intervallo di tempo a cui sei interessato e in risposta ricevi i dati impacchettati. Grazie al programma, trasformiamo i dati in forme d’onda che salviamo a 48 kHz, la stessa dei CD. Questo ci garantisce tutta la dinamica e le frequenze di una registrazione di alta qualità” queste le parole di Joe.

La collaborazione di questi due artisti con un programmatore è stata determinante affinché l’istallazione unisse la parte visiva a quella sonora.

Nel momento in cui fosse in atto una presentazione e si verificasse un terremoto, l’installazione sarebbe capace di registrare un effetto visivo e audio. L’effetto dei subwoofer darebbe enfasi all’audio, profondità e forza sarebbero caratteristiche, non solo delle immagini ma anche del suono di un terremoto terrestre, presentando agli occhi e alle orecchie il fascino prorompente della forza della natura.

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