L’INFINITO DINAMISMO: L’ARTE IN MOVIMENTO

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Il gesto per noi non sarà più un momento fermato del dinamismo universale: sarà, decisamente, la sensazione dinamica eternata come tale – Umberto Boccioni

Vorremmo con questa frase iniziare a parlarvi dei primi anni del ‘900, di quando l’introduzione della tecnica determinò negli artisti un importante cambiamento.

L’evoluzione epocale prendeva il nome di futurismo, movimento artistico e culturale italiano del XX secolo, e a questo termine viene associata la profonda svolta subita nella percezione delle cose, del tempo e dello spazio.

L’arte abbandonava la tradizione e faceva del movimento e il suo divenire una nuova visione del mondo.

Umberto Boccioni, esponente del futurismo italiano, realizzò, nel 1913, una delle sculture più famose del periodo, “Forme uniche nella continuità dello spazio”.

Statua che diventerà simbolo dell’uomo futuro, rappresenta un corpo stilizzato con forma aerodinamica, insomma un corpo privato della sua natura plastica e caricato di forza e potenza.

Le nuove forme rappresentative avevano origine dalla realtà urbana, nuova e caotica. La dinamicità della vita accelerava sensazioni e percezioni.

“Cominciamo col dire che le misure sulle quali si ordinano le sensazioni e i pensieri – lo spazio e il tempo – si trovano per noi considerevolmente alterate. Lo sviluppo formidabile della velocità negli spostamenti da un punto all’altro della terra e dell’aria ha prodotto un tale effetto” (Severini, Primi principi di un’estetica futurista, 1920)

Oggetto e spazio circostante si compenetrano a tal punto, nella scultura e nella pittura, da far diventare l’osservatore, da fruitore passivo, a soggetto attivo e partecipe. Egli è spinto all’interno dell’opera da un moto coinvolgente.

L’artista futurista si approccia anche ad una nuova simultaneità degli stati d’animo e del dinamismo.

La semplice immagine che diventa pura energia …

Oggi, a distanza di anni, chi riesce a dare al movimento una grande carica percettiva visiva, con la ricerca di un puro astrattismo della forma, è Anthony Howe.

Da venticinque anni, quest’artista progetta sculture rappresentando i fenomeni nel loro divenire, sfruttando la naturale bellezza dell’acqua del vento e del sole.

Vi chiederete, di cosa stiamo parlando?

Parliamo di opere d’arte dotate di competenze meccaniche straordinarie. Sono installazioni basate sul principio dell’infinito dinamismo.

Il materiale con cui vengono realizzate è estremamente leggero e resistente come l’acciaio e la fibra di vetro. Le sculture hanno alcune parti lasciate libere di muoversi col vento ed altre con motori che determinano costantemente un movimento continuo.

Le sculture con movimenti circolari e dolci, generati dalla meccanica, sono perfettamente immerse nell’ambiente, seppur non perdendo il fascino che ne deriva dall’essere di natura artificiale.

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Le sue creazioni si nutrono di energia eolica ipnotizzando lo spettatore e rendendolo partecipe del loro dinamismo.

Giochi di luce e abilità dell’aria insieme ai principi della meccanica diventano le parole chiave di una forma d’arte all’ avanguardia.

Magiche visioni, suggestive sensazioni, frutto di ingegno e rispetto dei fenomeni naturali, tutto questo è arte e dinamismo.

 

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