ROBOTICA D’INTRATTENIMENTO: L’ANIMATRONE GIURASSICO

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Sapete quale scienza si occupa delle tecnologie utilizzate per gli effetti speciali cinematografici?

La Tecnologia Animatronica: simulazione della realtà, conferisce ai pupazzi delle caratteristiche tali da farli sembrare vivi, dando la possibilità di compiere movimenti in piena autonomia in tempo reale.

Quale miglior esempio se non il kolossal Jurassic Park per chiarire di cosa parliamo!

Gli animatroni oggi non sono necessariamente quelli a cui si pensa quando si vuole creare un mostro o una creatura, dato che è molto più facile che ci siano delle persone che corrono in mezzo alla giungla inseguite da effetti generati al computer” dice il regista. “Ma io sapevo che noi saremmo stati capaci di realizzare qualcosa qui che è molto raro nel cinema d’oggi, e cioè creare qualcosa di tattile che si può toccare e che si può sentire respirare. Questo non ha prezzo e non riesco a vedere come avremmo potuto fare un film di Jurassic Park senza.

Queste le parole di Colin Trevorrow, regista sceneggiatore e produttore, famoso per aver diretto il kolossal Jurassic World, quarto capitolo della saga di Jurassic Park.

Tredici  anni dopo l’uscita dell’ultimo film Jurassic di Spielberg, rimangono indelebili i rivoluzionari effetti visivi, le immagini e i suoni del cinema moderno. Sulla scia dei VFX (effetti visivi che riguardano l’integrazione di riprese live action e immagini generate per creare ambienti che sembrano realistici) la società Industrial Light & Magic (ILM), pioniera di nuove frontiere nell’uso della computer graphic e del digital imaging nel cinema, ha regalato uno spettacolo, per lo spettatore, ancora più magico, con la realizzazione di Jurassic in 3D e IMAX (sistema di proiezioni di immagini con grandezza e risoluzione superiore ai sistemi convenzionali).

Chi ha visto il film si ricorderà l’intensa scena dell’Apatosauro che sul punto di morire si ritrova accanto i due personaggi, Owen e  Claire. Si tratta di un momento particolare di condivisione tra uomo  e dinosauro, e Trevorrow decide, proprio per rendere più intensa questa scena e aiutare gli attori, di utilizzare un animatrone.

Quest’ultimo è frutto della tecnologia che utilizza componenti elettronici e robotici dando la possibilità di compiere movimenti assolutamente autonomi.

Omaggio all’arte di Stan Winston, la produzione dell’animatrone ha coinvolto una squadra, di designer digitali, artisti concettuali, scultori 3D, inventori, ingegneri e burattinai, per un periodo di circa tre mesi. L’Apatosauro riusciva a sollevare e girare la testa, respirava attraverso il naso e la bocca, gli occhi battevano e si contraevano.

L’effetto è stato sorprendente tanto che le persone della troupe, già coinvolte nei film precedenti, si sono commosse davanti a tale magia.

Howard, Claire nel film, dice: “E’ un mezzo vivo e una forma d’arte stupefacente che ti fa venire le vertigini. Sono davvero grata di aver fatto questa esperienza.”

Chi volesse una piccola anteprima, Colin Trevorrow, per la produzione successiva, prevista nel 2018, intende sfruttare ancora dinosauri animatronici in quanto: “ormai fanno parte dell’eredità di Jurassic Park”.

Si tratta di un settore di nicchia, le aziende che si occupano di Tecnologia Animatronica sono per lo più  cinesi, giapponesi e americane. In Italia ci sono piccole aziende, come la Lab Mec, che sviluppano, con controllori logici programmabili, le tecnologie a supporto dei meccanismi  di movimento degli animatroni.

Cosa ne pensate di questa scienza così “magica”?

Ritornare bambini, emozionarsi  e stupirsi davanti ad effetti così straordinari è qualcosa, davvero, di unico!

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