CIBERNETICA E ARTE: LA STORIA CI RACCONTA

CIBERNETICA E ARTE: LA STORIA CI RACCONTA

Cosa lega l’Arte alla Cibernetica?

Si tratta di un interessante argomento che ci siamo proposti di presentarvi partendo dal significato di quest’ultima disciplina scientifica.

La Cibernetica, fondata nel 1948 dal matematico americano Norbert Wiener, studia i fenomeni di regolazione e comunicazione negli organismi vivi e non-vivi.

Un Sistema Cibernetico si può definire come un insieme di elementi in interazione, quest’ultima intesa come scambi di materia, energia e di informazioni. Ad ogni scambio corrisponde una comunicazione alla quale gli elementi reagiscono cambiando di stato e modificando le loro azioni. 

Ogni cosa è connessa a tutto il resto”, ogni elemento, sia un organismo vivente o macchina, è organizzato in un sistema di interazioni. Nell’Insieme gli elementi si connotano di proprietà che non avrebbero se presi singolarmente. I computer e i macchinari intelligenti, oggi esistenti, sono delle applicazioni della cibernetica.

Dal secondo dopoguerra ad oggi, dai sistemi a casualità circolare presi in considerazione da Wiener, ci ritroviamo una vasta  gamma,  e non ben definita, di sistemi chiamati complessi.

La Cibernetica non ha avuto il successo che si sperava, in quanto si è arenata a livello applicativo. Oggi gli studiosi di questa disciplina non costituiscono un gruppo di ricerca omogeneo,  si occupano di temi poco conciliabili.

I rami che comprendeva all’interno hanno ottenuto un campo di studio proprio diventando scienze singole, che prima non esistevano, come: l’Automatica, la Meccatronica e l’Informatica .

La Cibernetica ha un valore storico e artistico perché ispirò l’opera, nel 1956, di Nicolas Schoffer.

Quest’ultimo, padre dell’Arte Cibernetica, eseguì una composizione spaziale in acciaio e duralluminio in cui venne incorporato un cervello elettronico, sviluppato dalla società PhilipsL’opera è conosciuta con il nome di CYSP1, nome composto dalle prime lettere di cibernetica e spatiodynamic.

Si tratta di una scultura dinamica, montata su quattro rulli, in costante mutamento grazie a piccoli motori situati sotto l’asse. Sono presenti anche fotocellule elettriche e un microfono integrato che modificano lo stato attraverso le luci e suoni diversi, selezionati mediante rilevazioni ambientali esterne (es.: se viene eccitato dal colore blu si muoverà in avanti o inizierà a girare, mentre con il rosso si fermerà, allo stesso tempo verrà stimolato dal silenzio e calmato dal rumore).

Sono fenomeni in costante cambiamento e le reazioni sono sempre imprevedibili.

Si tratta di un sistema aperto che rileva informazioni dall’ambiente ed è in grado di modificarsi e modificare l’ambiente circostante seguendo il meccanismo cibernetico della casualità circolare ad anelli di retroazione.

Nicolas Schoffer, artista rivoluzionario, ante-tempo, progetta delle opere con un sistema cognitivo dell’ambiente circostante, sistema di input decisionale e output ambientale.

Era solo il 1955 e l’Arte insieme alla Scienza dava la struttura base delle macchine che oggi l’uomo costruisce.

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