STORIE ROMANZATE E PRIMI AUTOMI: HUGO CABRET E THE WRITER BOY

hugo-cabret-e-the-writer-boy

 “Mi piace immaginare che il mondo sia un unico grande meccanismo. Sai, le macchine non hanno pezzi in più. Hanno esattamente il numero e il tipo di pezzi che servono. Così io penso che se il mondo è una grande macchina, io devo essere qui per qualche motivo. E anche tu!”

Queste sono le parole di Hugo Cabret, il protagonista del primo film in 3D di Martin Scorsese “Hugo”, pellicola uscita nel 2011, tratto dal romanzo di Brian Selznick “La straordinaria invenzione di Hugo Cabret”.

Il film, vincitore di diversi premi Oscar, racconta la storia di un ragazzino rimasto orfano, dopo la morte del padre rimasto vittima di un incendio, che instaura un rapporto speciale con un robot meccanico.

Quest’ultimo è un automa costruito dal regista Georges Melies che, nel film, entra in contatto con il ragazzino in diverse occasioni.

Storia romanzata, ha l’intento di far riscoprire e dare il giusto riconoscimento all’opera di quest’ultimo. George Miles, definito secondo padre del cinema dopo i fratelli Lumìere, sperimenta e introduce diverse novità tecniche, egli inventa il cinema fantascientifico ed è riconosciuto come il padre degli effetti speciali.

L’automa di Hugo Cabret, anche se inserito in una favola ambientata negli anni 30, ci riconduce ad automi governati dalla meccanica ancora più datati, come quelli costruiti dall’orologiaio Pierre Jaquet-Droz, tra il 1768 e il 1774.

Le bambole, considerate gli antenati dei computer moderni, tutt’oggi funzionanti, si trovano in Svizzera, al Musée d’Art et Histoire de Neuchatel e sarebbero conosciuti con il nome di: il Musicista, il Relatore e lo Scrittore.

Quest’ultimo, conosciuto come Writer Boy, è il più complesso dei tre automi, dotato di un dispositivo di input per impostare le tabulazioni che formano una memoria programmabile, riesce a scrivere un testo fino a 40 lettere in lunghezza, su 4 righe totali, tutto accompagnato da un lento movimento del polso e degli occhi che seguono il testo.

Si tratta dei più antichi esempi di informatica, sono testimonianze di come la creatività, l’esperienza e la voglia di sperimentarsi abbiano radici profonde e, tutt’oggi, a distanza di secoli, siano oggetto di interesse e curiosità da parte di molti.

Fonte Immagine
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.